Aylan è ancora tra la schiuma delle onde

Una Galassia è composta da circa mille miliardi di stelle. Nell’Universo ci sono oltre cento miliardi di galassie, stella più, stella meno. Tra queste, la via Lattea è quell’ammasso di nebbie che potrebbe ricordare un particolare del Padule di Fucecchio visto da Magritte, oppure l’ora del Tè nella Baia di Ancorage. La nostra casa nello spazio è dentro una soluzione di vapore denso e bianco come il latte. E noi sappiamo bene che fu per via di quello spruzzo di latte negato, quel dispetto di Era nei confronti del piccolo Eracle, figlio illegittimo di Alcmena e Zeus. Il pargolo era il frutto di una furbata del Dio dell’Olimpo a danno dell’ignaro Anfitrione, marito di Alcmena e dunque, non solo reduce guerriero ma ariete che merita tutta la nostra solidarietà. Però, che gente.

Certe volte appaiono nel cielo delle brevi strisce luminescenti, funi, che sembrano attaccate al soffitto di un Dio che sta al piano di sopra, Un Dio più vecchio dello spazio cosmico e dei flussi di materia che spingono l’Universo oltre la teoria del presente, oltre l’andare e venire relativo. Per quanti volessero attaccarsi a quelle rapide corde che arrivano fino al suolo, sarà solo una questione di traiettoria e riflessi pronti, di tempo sereno e asciutto, di frammenti stellari resistenti all’attrito che li consuma via, via, che scendono.  Attaccarsi alle funi del cielo è come trovare un lavoro, un barcone sicuro, un luogo dove le ragioni valgono più dei quattrini. La prossima notte di San Lorenzo date un’occhiata al cielo anche per chi non può, per chi ha viaggiato il mare di notte e di giorno resiste appeso a quella bava che ciondola dal palato della volta celeste. La notte di San Lorenzo non fu per tutti un bagliore di fuochi artificiali.

Dopo i campi di sterminio e la bomba di Hiroshima ci fu chi non capì niente sulla dottrina dell’amore universale e sul Cristianesimo, fino a rimettere in dubbio il mare asciutto della luna e l’esistenza di un Dio misericordioso quanto distratto. Dopo Aylan Kurdi, il bambino Siriano fotografato “senza vita a faccia in giù tra la schiuma delle onde”, l’Europa mette in dubbio la sua esistenza e scopre la comunitaria e feroce dottrina dell’amore proprio, come il latte negato di Era, detta anche Giunone, la Dea dall’ enormi mammelle che preferì farsi scoppiare il petto prima di allattare un bambino che non era suo.

Ma forse siamo più figli di Ponzio Pilato che della distrazione di un Dio misericordioso, siamo tanti. Una stella riflette lo splendore della sua vita fino al bagliore accecante della sua morte, i frammenti arrivano fino a noi come funi del cielo o lacrime di Dio ancora accese fino a spengersi sulla spiaggia di Bodrum. Dove i bambini dormono a faccia in giù tra la schiuma delle onde.

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