Teatro al Binario 2

Brani per sintetizzatore, voce, sembianze

Di Sauro Sardi Valentino.


Uno dei più interessanti libretti di sala che abbia mai sfogliato era più insolito di ciò che non ti aspetti. Dopo una breve introduzione sulla trama dell’opera, dedicava oltre venti pagine alle macchine per le scene, il posizionamento dei microfoni, il tipo di nastro usato dal magnetofono per la riproduzione di brevi apparenze orchestrali, lo schema dei diffusori era disegnato a matita. Un capolavoro, una delle ultime meraviglie che ho visto, erano gli anni di Prometeo a Venezia. Il mio vecchio banco di registrazione è altrettanto insolito, è avaro di pratiche convenzionali, racconta esperienze di suoni, colori, parole, riaffiora l’esperimento ma tutto cambia. La pagina Web ora è diventata il piano delle mie performance, il palco. Accendo il quadro, sì, la composizione deve trasmettere anche l’idea del gesto, la manualità di chi esegue il brano e quella dello stregone che afferra il serpente, le parole devono essere storia di carne, ossa e rumore, tratte dall’esistente, come il contrabbassista che aveva perso un braccio sulle strisce pedonali. Si deve udire l’immaginario fracasso di un treno che non passerà mai. Se non ci sorride “La barista” dietro la macchina da caffè, io ho sbagliato tutto e voi avete sbagliato Bar. Vivere l’ascolto, altrimenti non serve a niente, non sentiremo mai le voci, i suoni dentro la scatola degli spettri come usciranno più avanti nel dialogo tra Jackson Pollock e una bottiglia di Whisky. I testi e tutto il resto sono la mia goccia nel becco, non ho altro da buttare sulle fiamme di questo mondo. Il mio teatro è aperto, le sedie mettetele voi.

Programma di sala
Remoto empirico acusmatico

Riproduci: Mi chiamo Jackson.
L’uomo del “Dripping” affronta la sua irosa natura.

Riproduci Pollock (2) Gli occhi del serpente.
Un vecchio stregone Navajo salverà Jackson dal morso di un serpente. Il coltello taglierà la luna sulla tela.

Riproduci Il contrabbasso.
Era matto, quando faceva scorrere le sue dita sul manico si vedevano le fiamme sulle corde.

Riproduci La barista.
Una storia finita nel cassetto dei fiori secchi.

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